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Mozione eRecycling accolta


Il Consiglio federale deve ottimizzare il sistema esistente

La mozione modificata «Urge intervenire sul sistema di ripresa e di riciclaggio degli apparecchi elettrici ed elettronici usati» (17.3636) è stata accolta dal Parlamento in data 29 settembre 2018. La mozione incarica il Consiglio federale di «attuare rapidamente un sistema ottimizzato di ripresa e di riciclaggio degli apparecchi elettrici ed elettronici usati».

La mozione non specifica come debba essere effettuata l’ottimizzazione. Il Consiglio degli Stati e gli esperti del settore si dicono nettamente a favore di un obbligo di principio. La consigliera federale incaricata Doris Leuthard non ha preso posizione in sede del Consiglio degli Stati, ma in precedenza aveva votato per un obbligo totale. Il portavoce della Commissione dell’ambiente in seno al Consiglio degli Stati, Beat Vonlanthen (PPD FR), ha posto all’attenzione del Governo l’esigenza di portare avanti i sistemi di ritiro su base volontaria e di effettuare ottimizzazioni mirate. Un obbligo totale non sarebbe il passo successivo, ma l’ultima ratio. «L’interazione dei meccanismi di mercato è il grande vantaggio dell’obbligo di principio rispetto a un obbligo totale», ha dichiarato il membro del Consiglio degli Stati del Canton Friburgo durante il dibattito.

Il membro del Consiglio degli Stati Hannes Germann (UDC SH), Presidente dell’Associazione dei Comuni Svizzeri, ha ribadito la posizione dell’oratore precedente: «Il sistema attuale deve essere migliorato, e comunque tutti gli attori devono svolgere i propri compiti, dai gestori del sistema ai centri di raccolta comunali, ai trasportatori fino ai riciclatori.»

Come passo successivo ci si attende un invito a tutti gli attori da parte del DATEC. L’ottimizzazione del sistema deve essere preparata insieme. Secondo la mozione «è necessario garantire che anche i commercianti online e gli importatori non possano più aggirare il sistema in Svizzera. Quest’ultimo dovrà essere attuato principalmente da attori del settore privato e l’onere amministrativo dovrà essere il minore possibile.»